venerdì 10 luglio 2009

Ermeneutica del soggetto libertario



Uno dei principi del pensiero anarchico che si caratterizza come indiscutibile elemento di teoria pedagogica è quello dell'autoregolazione dell'individuo sia come singolo che nella regolazione dei rapporti con i suoi simili, la convivenza sociale. Da tale principio ne discende il legame indissolubile tra apprendimento e comportamento. Il soggetto, cosciente e agente, diviene possessore delle conoscenze da esso stesso create e quindi il sapere stesso diviene conseguenza di un processo auto-iniziato e auto-motivato. Il soggetto, nel suo esperire, trasforma le "cose" in idee grazie alla natura del pensiero. Tale processo non ha solo un risvolto teoretico, ma assume un forte impatto pratico nel modo di concepire e di realizzare sia la scuola che i rapporti interpersonali in tutte le forme in cui si esplica l'attività educativa, e cioè, in breve, nell'intera vita sociale. Sin dalla età infantile, nel rapporto con l'adulto il bambino sviluppa un io capace di ricevere e offrire. Nella fasi di insegnamento e apprendimento è importantissimo che il fanciullo sia messo nelle reale condizioni di poter prendere parte al processo decisionale di colui col quale è in rapporto. Il processo poietico dato dall'educazione si sostanzia e si misura nella capacità di assicurare al soggetto in formazione una reale capacità di pensiero autonomo, critico, che sappia, nel farsi dell'esperienza, avere la possibilità di superare situazioni di crisi grazie alla sua capacità di formulare ipotesi e condizioni per la loro verifica. Ma la condizione necessaria perché la maggiore possibile pienezza di realizzazione personale sia assicurata a tutti è di carattere sociale. Alla socialità propria del pensiero si aggiunge qui un'esigenza di socialità che coinvolge la vita di relazione più vasta, l'esistenza di forme di convivenza che cementano mediante l'eliminazione di ogni condizione di soggezione e di dominio le istanze primarie di libertà. La tematica educativa quindi permea tutti gli aspetti della vita sociale e l'acquisizione di un principio e capacità autoregolativa pone, condizione sine qua non, l'eleminazione di qualsiasi forma gerarchica e di dominio dalle diverse modalità di convivenza sociale. Una gestione diretta della cosa pubblica, della partecipazione attiva e non delegata della vita sociale, per il superamento dell'organizzazione statale come elemento regolativo della convivenza civile, esige che una educazione libertaria sia assicurata ed esplicata attraverso una radicale trasformazione dell'organizzazione della società in tutte le sue dimensioni politiche, economiche e culturali. Il principio anarchico della coerenza tra fini e mezzi mai emerge così nitidamente e imprescindibilmente come nel campo educativo. A salvaguardia di una società liberata dal dominio e dalla gerarchia deve essere garantito e preservato il diritto a tutti di un proprio sviluppo personale su tutte le proprie capacità. Diviene quindi imperativo il superamento della divisione del lavoro in lavoro intellettuale e lavoro manuale. Tale superamento comporta un radicale cambiamento delle attuali strutture sia della società che dell'educazione.Come diceva Kropotkin, l'abolizione della divisione del lavoro, ossia che la giornata di ogni uomo sia per metà lavorativa e per metà "da dedicare all'arte, alla scienza o a qualsiasi altra occupazione preferita", estendendo, peraltro, la durata della seconda fino a comprendere l'intera giornata "una volta raggiunta una certa età", caratterizzano insieme, ancora una volta la nuova società e la nuova educazione. Superata quindi la divisione e contrapposizione fra il tempo lavorativo e il tempo libero verranno sicuramente ampliati metodi e strumenti per la creazione di un libero sviluppo individuale e della cultura in generale. Ma se tale processo è di per sé necessario però non è sufficiente a garantirne il successo. Vi è anche la necessità, nel soggetto in formazione, di garantire una imprescindibile educazione alle arti, all'estetica. Le arti sono elementi originari e fondativi degli esseri umani e delle società che ne derivano dalla loro volontà di vita associata.La dimensione estetica dell'esistenza preserva in sé una grande forza liberatoria e la sua educazione diviene elemento imprescindibile al fine di una personalità complessiva. Le arti, tra le forme più alte della cultura, non sono soltanto fattori primari dello sviluppo personale, ma altresì e nel contempo "l'apparenza" e l'anticipazione di una società e di una realtà nuove. Più in generale, la cultura non è genitrice della politica; indipendentemente da essa nei suoi modi d'essere e di operare, esercita sulla politica un potere catartico, senza mai tuttavia in essa risolversi.La dimensione del potere che è intrinseca alla politica segna la sua nota distintiva dalla cultura, che appunto in virtù di essa riafferma il suo carattere "metapolitico". L'acquisto di questa consapevolezza da parte del pensiero libertario lo colloca lungo la linea di sviluppo del movimento più avanzato della pedagogia contemporanea.Essa ne sottolinea il carattere dinamico, di teoria mai definitivamente conclusa, aperta al nuovo e all'inedito, nemica della dottrina e della violenza di cui questa è perennemente matrice.
Paolo Masala, da http://www.ecn.org/uenne/index.html

Siamo tutti figli unici...

Scarcerati gli 8 manifestanti arrestati a Roma

A seguito degli incidenti all'università a Roma, erano stati arrestati. Ieri, la Rete NO G8ha mostrato un video di 7 minuti in cui si notava inequivocabilmente la sproporzione tra le azioni dei manifestanti e la durissima ed eccessiva repressione dello Stato.
Oggi, anzi adesso, in questi minuti, sono stati scarcerati.

mercoledì 8 luglio 2009

Ho fondato la mia causa sul Nulla.



Dio e l'umanità hanno fondato la loro causa su nulla, su null'altro che se stessi. Allo stesso modo io fondo allora la mia causa su me stesso, io che, al pari di Dio, sono il nulla di ogni altro, che sono il mio tutto, io che sono l'unico.

Addio Lugano Bella

Addio, Lugano bella,

o dolce terra pia,

cacciati senza colpa

gli anarchici van via

e partono cantando

con la speranza in cor.

Ed è per voi sfruttati,

per voi lavoratori,

che siamo ammanettati

al par dei malfattori;

eppur la nostra idea

non è che idea d'amor.

Anonimi compagni,

amici che restate,

le verità sociali

da forti propagate:

è questa la vendetta

che noi vi domandiam.

Ma tu che ci discacci

con una vil menzogna,

repubblica borghese,

un dì ne avrai vergogna

ed oggi t'accusiamo

di fronte all'avvenir.

Banditi senza tregua,

andrem di terra in terra

a predicar la pace

ed a bandir la guerra:

la pace tra gli oppressi,

la guerra agli oppressor.

Elvezia, il tuo governo

schiavo d'altrui si rende,

di un popolo gagliardo

le tradizioni offende

e insulta la leggenda

del tuo Guglielmo Tell.

Addio, cari compagni,

amici luganesi,

addio, bianche di neve

montagne ticinesi,

i cavalieri erranti

son trascinati al nord.

Pietro Gori (1894)

Anarchici a Pozzuoli


martedì 7 luglio 2009

Cos'è l'Autonomia Nera.



Non ho nulla da spartire con l'omonima area fascista degli anni di piombo.
Odio il fascismo con tutto me stesso. La bandiera nera, per quei pochi stupidi ignoranti che ancora non lo sanno, pre-esiste il Fascismo, ed anche l'Anarchismo.

Sono autonomo, fuori dagli schemi politologici e partitici in cui ogni libero cittadino viene imbrigliato quotidianamente, specie in prossimità delle vacue scadenze elettorali. Qualcuno mi vede come anarchico, altri come anarco-comunista, altri ancora come semplice e settario esaltato. Può darsi, ma io preferisco definirmi così: "Libera ed Eguale Individualità".

Libera: perchè credo che la libertà sia il principio primo, il necessario strumento e il fine ultimo di ogni individuo, inteso innanzitutto nella sua dimensione umana ed autonoma, ed in seguito nella sua dimensione sociale e collettiva. Libertà attiva (libertà di fare ed essere e divenire) e libertà passiva (libertà dallo sfruttamento, dalle convenzioni, dalle imposizioni, dalla moralità comune).

Eguale: perchè credo che non sia possibile essere liberi senza una Eguaglianza di principio tra le persone. Sono contrari all'Eguaglianza di fatto, che diviene omologazione o, peggio ancora, dittatura della mediocrità. Ritengo, tuttavia, che le persone siano uguali "di principio", senza distinzione di classe, colore, fede, etnia, sesso e ideale. Tutti sono uguali e devono avere le stesse possibilità di partenza, ma chiaramente gli obiettivi da raggiungere ed effettivamente raggiunti devono dipendere unicamente dalle capacità e dai meriti individuali.

Individualità: perchè credo che sia l'Individuo il protagonista unico del divenire politico e culturale della società, da intendersi unicamente come "libera associazione di individui liberi ed eguali tra loro". Al generico Noi antepongo l'Io. La collettività è conseguenza, mai causa, della libera scelta tra gli individui.

Mi riservo il diritto di spiegare in futuro, in maniera maggiormente esaustiva, i concetti di Libertà, Eguaglianza, Individualismo e Società, ecc...

L'Autonomia Nera si realizzerà quando altri Individui decideranno di ribellarsi allo status quo. Chiunque voglia condividere il mio cammino, può farlo. Per pochi minuti, come per tutta la vita.

Ho un prurito alle mani...

Il Tramonto dell'Umanità

I Padani...
... e la Guardia Nazionale Italiana


da http://www.federazioneanarchica.org/
L'approvazione in via definitiva del pacchetto-sicurezza, diventato ufficialmente legge dello stato, sancisce la svolta autoritaria del paese che assume connotati chiaramente fascisti. Si tratta di una serie di norme che servono a criminalizzare precise categorie di persone: gli immigrati, i senza casa, gli oppositori. L'introduzione del reato di clandestinità porta a compimento un processo di discriminazione degli immigrati che va avanti da più di dieci anni e che si fonda su norme varate nel tempo da governi di centrosinistra e centrodestra (leggi Turco-Napolitano e Bossi-Fini) che hanno reso impossibile la vita di migliaia di immigrati con il ricatto della clandestinità, con il legame tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno, con i respingimenti, le deportazioni e la reclusione nei centri di permanenza temporanea. Con il pacchetto-sicurezza, il governo chiede il pizzo agli immigrati in cambio del permesso di soggiorno, e per chi è (o diventa) clandestino, il periodo di reclusione nei centri di detenzione si innalzerà fino a sei mesi: un lasso di tempo sufficiente per annichilire un essere umano, per portarlo alla follia e al suicidio, così come accaduto tante volte tra le mura di questi lager della democrazia.
Oggi che l'Italia è nelle mani di una classe politica cinica e amorale che sollecita gli istinti peggiori di una società preda della paura e chiusa nel suo egoismo, di una classe politica che legalizza lo squadrismo neofascsita e xenofobo e imbavaglia un'informazione già in larga misura connivente col potere, viene inferto un colpo mortale alle stesse garanzie democratiche, e si ratifica l'esistenza di una legislazione speciale per soggetti non graditi al sistema. La schedatura delle persone senza fissa dimora, la criminalizzazione di chi fa una scritta su un muro e la stessa reintroduzione del reato di "offesa a pubblico ufficiale" sono tutti aspetti di una precisa visione politica che difende ipocritamente il presunto decoro delle città colpevolizzando la miseria, gli stili di vita alternativi o la stessa possibilità di contestare apertamente il potere. Infine, la legalizzazione delle ronde – versione aggiornata delle squadracce – ci dà il senso preciso del fascismo che anima la compagine di governo. Mentre le cronache ci restituiscono il prevedibile affresco di un presidente del consiglio e di una classe dirigente compromessi in oscene ostentazioni di potere, il governo scrive una delle pagine più buie della storia recente di questo paese dando in pasto all'opinione pubblica una legge feroce e inumana che si fonda sulle bugie e sull'odio. Nel frattempo, i lavoratori – italiani e immigrati – muoiono sui luoghi di lavoro, la crisi economica devasta le vite di tutti, l'insicurezza opprime milioni di persone schiacciate dalla disoccupazione e dalla precarietà.
È necessario mobilitarsi, ovunque e ogni giorno, per sconfessare e contrastare le leggi razziste e fasciste a partire dalla propaganda che le fomenta e sostiene.
Bisogna ricostruire, in ogni angolo delle nostre città, quartiere per quartiere, metro per metro, quelle reti di solidarietà, di libera convivenza e di rispetto reciproco che sono l'unico antidoto alla paura alimentata dal potere.
È tempo di resistere, oggi più che mai, a questa miseria morale, a questo tramonto dell'umanità. Non bisogna piegare la testa né si deve cedere alla rassegnazione.
Oggi tocca agli immigrati. Domani toccherà a tutti.

Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana - FAI

Primo assaggio



La passione per la distruzione è anche una passione creativa. (Bakunin)

Il rude pugno della morale non ha alcun rispetto della nobile essenza dell'egoismo. (Stirner)

E’ più criminale fondare una banca che rapinarla. (Brecht)

Senza ‘caos’ non c’ è ‘conoscenza’. (Fayerabend)

Le libertà non vengono date, si prendono! (Kropotkin)

Che cos’è l’arte? Un’arma. Qual è il suo compito primario? Fare rivolte. (Pelloutier)